Intersezionale/Interregionale Abruzzo Lazio - Sezioni CAI Antrodoco, Ortona, Popoli, Rieti

a cura dell'AE Francesco Sulpizio

Sabato 20 e domenica 21 settembre 2014 si è svolta l'iniziativa "Il Monte Porrara, primo romitorio di Pietro angelerio da Isernia, Papa Celestino V°" che ha visto la partecipazione di Soci CAI provenenienti da Lazio e Abruzzo in rappresentanza delle Sezioni di Antrodoco, L'Aquila, Monterotondo (Sottosezione di Rieti), Rieti, Popoli (Escursione di domenica 21.09) e Ortona  quale sezione organizzatrice che si sono ritrovati a Palena nel P.N.Majella/Morrone.

La giornata di sabato ha avuto il seguente svolgimento con trattazione di argomenti quali:

- la storia di Palena e visita della cittadina di 1400 abitanti circa, a quota 900m,  posta ai piedi del Monte Porrara che la protegge dai venti di occidente ed in posizione dominate sull'Alta Valle dell'Aventino;

- la religione attraverso la visita guidata all'Eremo della Madonna dell'Altare (a cura di Simona del Consorzio Celestiniano che si occupa dell'eremo), testimonianza della presenza di frate Pietro Angelerio da Isernia, poi Papa Celestino V°, che vi soggiornò per tre anni in una grotta situata sotto l'Eremo e del passaggio di Francesco di Assisi;

- la geologia del territorio con visita guidata, a cura della Dott.sa Geologa Angela Faraone della Sezione di Ortona, del GEOSITO DI CAPO DI FIUME nei pressi del fiume Aventino alla periferia di Palena e del Museo Paleontologico, unico nel suo genere in Abruzzo, ospitato nel Castello Ducale, edificio dell'XI° secolo, recentemente restaurato. Consta di tre sezioni: la Sala della Conoscenza, la Sala dell'Aventino, la Sala Palena. Nella prima sono illustrati didatticamente aspetti generali di geologia, petrografia e paleontologia. La Sala Aventino illustra gli aspetti paleoambientali e paleontologici del monte Porrara, della Majella meridionale e dei monti Pizi. Nella Sala Palena sono esposti importanti reperti paleontologici recuperati presso il giacimento di Capo Fiume: pesci, vertebrati, resti botanici. Il salone centrale è dedicato ai grandi mammiferi del Quaternario. Il Museo deve la sua esistenza alla caparbietà e passione di Erminio Di Carlo, appassionato cultore di paleontologia;

- l'ambiente del Parco ed i suoi abitanti con la visita guidata al MOM - Museo dell'Orso Marsicano a cura dell'Ente Parco della Majella - in Localita San'Antonio di Palena nel complesso monumentale (ex Convento di Sant'Antonio da Padova edificato con l'approvazione concessa da Papa Paolo III° il 21 Agosto 1539 e, presumibilmente, sui resti del più antico monastero di San Cristinziano, menzionato in una donazione dell'anno 1065. Fanno parte del complesso la Chiesa dedicata al Santo di Padova, l'Hotel Casa dell'Orso (ex Monasterium) e il ristorante Casa dell'Orso, strutture utilizzate dai partecipanti per pernotto, cena e prima colazione. All'interno di hotel e ristorante si trovano testimonianze artistico-storiche (un chiostro impreziosito da 23 pitture su lunette, interamente restaurate, del XVII sec. ed un affresco dell' Ultima Cena", olio su muro chiaramente ispirato al celebre dipinto di Leonardo da Vinci, del XVIII sec.).
Esaurita l'intensa giornata culturale di sabato, 
domenica mattina, 21 settembre, il gruppo di sabato si arricchisce di altri partecipanti provenienti da Ortona mentre la Sezione di Popoli, sotto la guida di Carlo Diodati si prepara ad affrontare la salita al Monte Porrara dalla Stazione Ferrovia di Palena. 
Raggiunta la base della Stazione Funiviara (in disuso da vari anni) all'inizio del Vallone di Cocci in territorio di Palena, quota 1174mt, il gruppo composto ora di 28 Soci, accompagnati da me e coadiuvato dagli AE Antonio Finizio e Vincenzo Sorino e dagli ASS Giuseppe D'alessandro e Camillo Narcisi della Sezione di Ortona e dall'ASE Fabio Iacobacci della Sezione di Rieti, alle ore 9 inizia a salire lungo la carrareccia (Carta dei Sentieri Sez.CAI Chieti - Gruppo della Majella - Scala 1:25.000 - Sent.11)  che porta, con un salto di 500 metri al valico di Guado di Coccia (1674m). Alle ore 10,30 raggiunto il guado e dopo una necessaria sosta, fatte le ultime raccomandazioni e date informazioni su difficoltà e dislivello dell'itinerario per il raggiungimento della cima del Porrara, continuiamo a salire verso Serra Campanile lateralmente alla pista da sci e fino a quota 1798m, affacciandoci sulla valle di Campo di Giove. Scendiamo sulla selletta del Vallone di Quartana per tracce di sentiero perdendo circa 50 metri di dislivello per affrontare i salti di roccia alla base della prima parete che da inizio alla lunga dorsale, fino a portarci sulla cresta a quota 1930, ore 11,40. 
Vento sostenuto e visibilità offuscata dalla forte umidità che velatamente copre i monti vicini. Proseguiamo lungo il sentiero di cresta (CAI n. 12) superando Cima Ogniquota (2100m - ore 12,05) mentre in lontananza vediamo gli amici della Sezione CAI di Popoli sulla Vetta del Porrara. Una telefonata dell'amico ANE Carlo Diodati conferma che la Sezione di Popoli ha raggiunto la vetta mentre a noi occorre ancora 1,30 ore per raggiungerla. Tra non molto loro riprenderanno la ridiscesa e quindi ci salutiamo con un ideale ed immaginario abbraccio. Perdiamo quota per raggiungere la selletta dopo l'anticima ed affrontiamo l'ultima salita per scalini erbosi e tracce di sentiero, pervendendo sulla cima alle ore 12,45 in 19, a quota 2137metri. Alcuni si sono fermati senza raggiungere la vetta ma sempre assistiti dagli Accompagnatori Sezionali di Ortona che hanno svolto in maniera encomiabile, come sempre, il loro compito rinunciando alla conquista della vetta.
Dopo la breve colazione, la foto di gruppo e aver osservato cime, catene, gruppi montuosi (Frentani, Pizi, Pietre Cernaie, Greco, Pratello, Pizzalto, Rotella, Genzana, Morrone, Macellaro), valli sottostanti, (Quarto Santa Chiara e Barone, Piana di Roccaraso, Alta Valle dell'Aventino) e Palena da dove siamo partiti, iniziamo la lunga ridiscesa verso la valle raggiungendo il punto di partenza alle ore 16,30. 
Escursione di grande fascino, lungo una delle creste più belle dell'Appennino e verso la vetta del Monte Porrara, con superamento di costoni rocciosi e percorrendo una sentieristica di cresta esposta, con affacci a strapiombo sulle valli laterali. La difficoltà Escursionistica fino al Guado di Coccia diventa per Esperti nella percorrenza della cresta. 
Il Dislivello di tutto rispetto di circa 1000 metri impegna non poco e la fatica è ancora più acuita dalla delusione di vedere fermo un impianto di risalita, la seggiovia, che permetterebbe di abbattere quei 500 metri di salita dalla partenza e poter affrontare con maggiore tempo disponibile e migliore vigoria la percorrenza fino alla Vetta del Monte Porrara, ultima cima del massiccio montuoso della Majella in direzione sud. Tutto ciò per anellare ore ed ore di cammino e per un totale di circa 7 ore e 30. 
Ma, va bene così.
 
Francesco Sulpizio AE
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