Parco Nazionale della Majella/Morrone: Monte Rotella 5 Ottobre 2014

a cura dell'AE Francesco Sulpizio

La sveglia interrompe il mio leggero sonno alle 5,50 e senza far rumore per non svegliare nessuno mi preparo ed esco. Appuntamento alle 6,30 davanti alla Sede CAI di Ortona, mentre ad oriente il sole sorge dal mare ed inizia a scaldare ed illuminare questa parte di mondo. Sono arrivati tutti i Soci che venerdì si sono iscritti a questa escursione che ha come meta il Monte Rotella, una bella montagna al confine occidentale del P.N.della Majella/Morrone, la cui dorsale divide in due la Valle di Pescocostanzo e il piano Cinquemiglia. Tranne qualche defezione dell’ultimo momento, tra cui quelle di Patrizia, la nostra Presidente, e Sergio, riempite le macchine per raggiungere il punto di inizio escursione, partiamo per anellare chilometri e curve aggirando il massiccio montuoso della Majella sul versante orientale. Orsogna, Fara San Martino, Lama dei Peligni (breve pausa per la colazione), Palena e, finalmente, Pescocostanzo che superiamo per portarci direttamente alla stazione sciistica, alla base degli impianti di risalita. Una stiracchiata ed un assestamento allo stomaco per le troppe curve affrontate, un bel respiro dell’aria ancora tersa e fredda per svegliarci e dopo aver indossato scarponi e zaini, chiamo tutti a prestare attenzione alle ultime raccomandazioni e alla presentazione, ancora una volta dell’escursione.

 

Siamo nel Parco Nazionale Majella/Morrone e bla bla bla. Siamo a quota 1450 e dobbiamo salire e bla bla bla. Siamo tutti attrezzati per vento, freddo, sole, pioggia??? e bla bla bla. Acqua al seguito perché non ci sono fonti? Ci aspettano circa 6 ore di cammino e un dislivello di circa 700 metri e bla bla bla”.

Essendo il solo Accompagnatore titolato della giornata invito Tommaso a farmi da coadiutore chiudendo la fila e con una ricetrasmittente. Finalmente alle 9,05 iniziamo a risalire i fianchi del Monte Crocifisso lungo la ben visibile pista di discesa e tenendo sempre a riferimento i Segnavia CAI ben posizionati e visibili. Siamo in 19, un bel gruppetto di Soci della Sezione arricchito dalla presenza di alcuni giovani che ho visto negli anni crescere e che stanno riscoprendo la Montagna dopo il raggiungimento della posizione sociale, da ammirevoli Signore che, anche se stanche degli impegni casalinghi e professionali, affrontano anche oggi una fatica domenicale animate da una passione inspiegabile insieme ai propri mariti. Soci e compagni che sono invecchiati all’interno della Sezione ma che trovano ancora lo stimolo di mettersi in gioco sfidando l’età. Alle 10,15 raggiungiamo la Sella della dorsale tra il M.Crocifisso e la Cresta che viaggia verso la Cima del Rotella in direzione Nord, a quota 1753m e in barba alle previsioni di marcia che avevo fissato in un ora e mezza circa. Alla partenza c’era il sole e il cielo ancora azzurro e libero ci faceva ben sperare in una giornata calda e serena. Ma ahimè, una fitta nebbia ci avvolge negandoci il panorama che si gode su valli e monti circostanti. Per lasciare libertà nel proseguimento o meno, visto il cambiamento delle condizioni del tempo, propongo a chi non se la sente di affrontare la lunga salita verso la vetta di fermarsi, aspettare oppure tornare a valle insieme ad un responsabile volontario. Tutti decidiamo di continuare e ci immergiamo quindi nella nebbia lungo questa dorsale che sale dolcemente nell’ignoto. Alcune finestre ogni tanto si aprono nella nebbia facendoci intravvedere porzioni del Piano Cinquemiglia e della vallata del Bosco di Sant’Antonio. Niente nessuna schiarita ed è calato anche il vento. Freddolina e bagnata la lenta salita, con numerose soste per tenere in gruppo tutti ed a portata di visualità. La ricetrasmittente, molto attiva tra me e Tommaso, è l’unico mezzo che tranquillizza me e gli altri che chiacchierano allegramente del più e del meno. Chi parla di piatti di cucina, chi racconta dell’ultima salita al Corno Grande, chi scatta foto nella nebbia e chi mi chiede se questa è l’ultima salita prima della cima. Alle 11,30 la radio si attiva con la comunicazione di Tommaso che mi informa della definitiva fermata insieme a Maria Pia e Irma. Aspetterà un po’ in quel punto e poi ci saremmo risentiti. Ora siamo in 16, chiedo a Dino di farmi da scopa e proseguiamo lungo il sentiero che è sempre ben battuto e segnato; non potrebbe essere altrimenti perché si snoda lungo questa dolce cresta lasciandosi lateralmente i pendii scoscesi ed erbosi a est e a ovest che non ti inducono all’errore. E così senza renderci conto di ciò che ci circonda, alle 12,40 arriviamo un po’ delusi e stanchi, quasi sbattendoci il muso, al monumento eretto a ricordo di 2 Alpini sulla sommità del Monte Rotella a quota 2129m. Sempre nella nebbia cerchiamo di immortalarci in qualche foto di gruppo; gruppo che piano piano si ricompone totalmente in tutte le sue 16 unità con l’arrivo di Mimmo che, con la sua rispettabile età, 77 anni, è da esempio per tutti. Nella nebbia e nel freddo mangiamo qualcosa mentre Dino tira fuori dallo zaino una bella bottiglia di pregiato Montepulciano. Un sorso per tutti, un brindisi alla ennesima vetta conquistata, l’ultima foto di tutto il gruppo, gli zaini ben sistemati e ricominciamo a scendere ben protetti dall’adeguato equipaggiamento che ognuno di noi ha con se e sono le 13,20. Sono sempre molto chiaro, in Sezione nella presentazione e prima della partenza, nel dare indicazioni sul comportamento, sull’alimentazione e soprattutto su attrezzatura ed abbigliamento e questa meticolosità mi ha sempre risparmiato brutte sorprese. Siamo giù alle 16 mentre la nebbia si dirada su di noi lasciando il posto al tiepido sole che si appresta a tramontare dietro la montagna appena scalata. Una bella ed insolita escursione nella nebbia, piena di fascino e mistero, con qualche breve apparizione dei dintorni, ovattata, a volte silenziosa, fredda, bagnata, ordinata, senza nessuna lamentela da parte dei Soci escursionisti che si sono affidati a me, Accompagnatore di Escursionismo del Club Alpino Italiano ma…………., anche questa è Montagna.

Alcuni dati: lunghezza del percorso circa 14 km, dislivello 680m, quota di partenza 1450m, quota di vetta 2129m, difficoltà E , ma solo per il dislivello. Il percorso è adatto a tutti e non presenta superamento di asperità o rocce, ben segnato e di facile percorrenza. Molto gratificante in presenza di sole per il panorama che si gode percorrendo l’ampia cresta e fino alla Vetta. La possibilità di proseguire verso nord ed effettuare una completa traversata e fino a Pettorano sul Gizio potrebbe essere presa in considerazione una prossima volta.

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