Concluso il Corso per AE di 1° Livello dell'area Centro Meridione Isole del CAI

I lavori si sono conclusi a Barrea con l'ultima sessione del Corso sabato 11 e domenica 12 Ottobre 2014; soddisfatti i partecipanti


C'era un po' di commozione nei saluti finali che hanno concluso il Corso per Accompagnatori di Escursionismo di 1° Livello dell'area CMI del CAI, con l'ultima Sessione svoltasi a Barrea, tra i più suggestivi paesini di cui è disseminato il Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise sabato 11 e domenica 12 Ottobre 2014.

Commozione palpabile nelle parole del Direttore del Corso Francesco Battisti e in quelle di quanti in questi mesi hanno dato un contributo efficace ad un percorso formativo caratterizzato da rigore e passione, tra i quali Armando Lanoce e Fiorella Nicolini (componenti la CCE), Silvano Ciavaglia (Ispettore del Corso), Attilio Piegari (Segretario del Corso), e poi Graziana Diomei (Presidente dell'OTTO Escursionismo Umbria), Franco Passarella (Presidente dell'OTTO Escursionismo Molise), Massimo Prisciandaro (Presidente dell'OTTO Escursionismo Abruzzo), Carlo Diodati (past President della CCE e spesso presente e disponibile per un suo contributo) e i diversi relatori che si sono alternati nel lavoro in aula. Rigore nella verifica puntuale delle competenze e anche delle carenze tecnico-metodologiche; passione nell'affermazione dei principi e dei valori dell'accompagnamento nel CAI e della bellezza del ruolo dell'Accompagnatore di Escursionismo.

Il tutto senza enfasi, piuttosto modulate sulle linee direttrici di una concretezza che ha dato senso pieno e compiuto certamente all'importanza delle tecniche (traOrientamento, Cartografia, Manovre di corda, ambiente montano, Meteo, Dinamica di gruppo, etc...) ma anche ai dialoghi serrati e intriganti, dentro e fuori le quinte, sul ruolo e sulle funzioni dell'AE, sull'Escursionismo di oggi, sul CAI, sull'essere parte attiva nei processi di produzione culturale dell'andar per monti. Così, mentre scorrono inesorabili icolloqui finali, di pari passo fluiscono anche le immagini, più o meno sintetiche, dei tanti momenti che hanno caratterizzato il Corso, e si propongono come preziosi frammenti di memoria che si rincorrono, rimbalzano, si ricompattano in una unità dell'esperienza di cui ciascuno, in se stesso, riconosce adesso il valore e la preziosità.Così, agli elementi tecnici e metodologici si sommano progressivamente i valori dell'esperienza relazionale che via via, nel percorso di memoria, diventano intimamente prevalenti, così tanto da restituire il senso più vero di questo Corso:  l'obiettivo di umanità, la capacità degli Accompagnatori del CAI di essere realmente costruttori di umanità nell'andare per montagne con i soci e anche i non soci del nostro sodalizio.

Accompagnatori di Escursionismo come “portatori di umanità” che nei sentieri delle nostre montagne sanno fare la differenza, essere altra cosa rispetto al banale agonismo pseudo sportivo o a quell'andare “alla cieca” che certamente non apre alcun sguardo alla sensibiltà e che anzi spesso ne è la negazione. Ecco, basta poco per rendersi conto che il percorso fatto in questi mesi, seppure fortemente farcito degli elementi tecnici ovviamente indispensabili e alla base della preparazione degli AE, e sui quali una e più volte, instacabilmente, si è tornati e ritornati (vedasi il gran lavoro fatto per elevare i livelli di conoscenza in Cartografia e Orientamento ad esempio) ha avuto come motivo dominante, non sempre dichiarato, l'acquisizione di una forte consapevolezza culturale. Si, l'essere “uomini del territorio”, ma i nostri territori di montagna sono impregnati di valori concreti, dove molto spesso la proverbiale umanità dei suoi uomini e delle sue donne è forgiata sulla fatica e sul rigore degli ambienti delle terre alte. Dove umanità vuol dire pratica acquisita del rispetto, per sensibilità e intelligenza, per cultura del vissuto e non per ideologia, verso gli uomini e gli animali e l'ambiente.

Così, la responsabilità che ci riguarda è tutta in questa osservazione, in questa consapevolezza, in questo confronto gioco forza serrato con la grande umanità che permea e distingue la vita nei nostri territori di montagna. Abbiamo bisogno dibussola e carta per tracciare rotte e magari tirarci fuori dai guai in caso di necessità, e abbiamo bisogno delle coordinate fondamentali (i valori di umanità, la cultura dell'andar per monti) per fare di una semplice camminata in montagna una esperienza personale e relazionale, piccola o grande che sia, comunque speciale, damettere in tasca e riportare a valle e a casa. Da custodire come un qualche cosa di prezioso, di importante per noi, per la nostra crescita, per la nostra vita di individui che non vanno verso le cime “per sport”, tantomeno “alla cieca”.

Se questa è la consapevolezza diffusa che io ho percepito, se alla crescita e allapreparazione tecnica e metodologica che il Corso indubbiamente ha determinato in ciascuno di noi si abbina la forte consapevolezza sul ruolo e sul lavoro dell'AE (non solo in escursione ma anche nelle Sezioni e nelle strutture tecniche CAI) allora l'obiettivo è pienamente raggiunto: quello di aver contribuito ad una forte esperienza di crescita come individui che sarà immediatamente capace di contraddistinguere la nostra presenza di Accompagnatori del CAI sulle nostre montagne. Non per la divisa che si indossa ma per quella speciale e particolare carica di autenticità che la sostanzia.

Claudio Di Scanno

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Commenti: 1
  • #1

    Carli Surber (venerdì, 03 febbraio 2017 06:54)


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