Incontro in sede centrale CAI a Milano tra la CCE e gli OTTO regionali

I responsabili degli Organi Tecnici Territoriali Operativi dell'Escursionismo hanno incontrato lo scorso 13 dicembre la Commissione Centrale dell'Escursionismo CAI

Lavorare con intensità per un escursionismo evoluto, consapevole, più dialogante con i territori: una sintesi estrema ma che riassume non solo una intenzione ma un vero progetto e che la dice lunga sulle idee della CCE, laCommissione Centrale per l'Escursionismo del CAI che ha inPaolo Zambon un Presidente giovane e gentile ma dal carattere fermo e dalla scorza autorevole, soprattutto con le idee chiare.

Sa che il patrimonio dell'alpinismo in senso lato, ma dell'escursionismo in particolare, che il CAI ha accumulato nella sua storia (di 151 anni oramai) non può che essere costantemente alimentato dagli impulsi socio-culturali che ci provengono dal nostro tempo, dalla contemporaneità. E che ci invitano ad una costante e progressiva messa a fuoco delle istanze che emergono dai territori, dalle regioni, dalle terre alte e dalle città.

Cosi, sabato scorso 13 Dicembre una Milano dal cielo al solito plumbeo ha accolto un piccolo ma significativo drappello di responsabili degli Organi Tecnici Territoriali Operativi (OTTO) dell'Escursionismo CAI, Presidenti, Segretari e Direttori di Commissioni e Scuole Regionali dalle cadenze differenti e conosciute (sarde e abruzzesi, trentine e siciliane, lombarde e toscane, laziali e Piemontesi, altoatesine e venete,...), un piccolo spaccato del composito universo dirigenziale CAI, qui convocato per un incontro/confronto di conoscenza e dialogo con la CCE.

Per molti peraltro era la prima volta nella mitica Sede Centrale del sodalizio (anche per qualche milanese è stata la prima volta!), segno di un rinnovamento in atto, foriero di nuove energie per il futuro. Anche per questo Zambon ha indicato negli obiettivi e nelle strategie comuni CCE/OTTO regionali il punto di forza per pensare e determinare delle scelte progettuali e programmatiche che abbiano una effettiva ricaduta sull'associazione. A partire dal patrimonio costituito dagli Accompagnatori di Escursionismo, dalla figura che rappresentano e dal ruolo che svolgono nei territori e che, sui temi della unità didattica e della uniformità dell'azione comune, ha costante necessità di essere realmente stimolato e aggiornato. Con la consapevolezza che nell'oggi dell'escursionismo CAI la figura dell'Accompagnatore ha una valenza centrale, prima di tutto nelle Sezioni, laddove è supportata da professionalità (pur senza essere dei professionisti) e da un livello culturale, di iniziativa e intraprendenzaideativa che gli consenta di spaziare a tutto tondo nel composito e complesso territorio dell'escursionismo. Ivi compresa la capacità di essere veicoli di formazione(per nuovi soci e nuovi Accompagnatori) e di informazione e diffusione delle esperienze del nostro Club.

La formazione è più volte ribadita dallo stesso Zambon che indica anche quali saranno le priorità 2015: un nuovo Quaderno 5 che completi e attualizzi il Regolamento degli Accompagnatori di Escursionismo, e soprattutto un nuovo Quaderno 6 sui Nodi e le manovre di corda. Sullo specifico delle manovre di corda si è soffermato anche il preciso e puntuale Gigi Sironi, Direttore della Scuola Centrale di Escursionismo, il quale ha tra l'altro indicato nella piastrina per la corda doppia e nella discesa assistita con il mezzo barcaiolo due tra le tecniche da immettere nei programmi dei Corsi di formazione per gli Accompagnatori.

Strategico il rapporto con la Stampa sociale e con la stampa esterna, affinché circolino al meglio le informazioni su quelle attività che facciano promozione all'escursionismo CAI. Strategico è anche il rapporto con le altre associazioni, con gli enti pubblici, contutte quelle realtà con le quali è possibile collaborare, offrire iniziativa ed esperienza,riceverne anche perché è oltremodo chiaro che il pericolo dell'isolamento e ancora peggio dell'autoreferenzialità è tra i rischi cui si può incorrere. Così, la densa riunione scorre attraverso gli interventi dei Gruppi di lavoro CCE, dal Cicloescursionismo ai Seniores a quello Sentieri e Cartografia per il quale Luigi Grossi, componente ilComitato Direttivo Centrale, ha annunciato che si procederà alla costituzione di una apposita struttura operativa centrale.

Diverse le voci dei Presidenti OTTO, pronti ad offrire immagini concrete circa lo stato delle loro strutture e soprattutto i programmi per il prossimo futuro. Un futuro che peraltro ci è sembrato di cogliere preziosamente intenso, sia per le problematiche che attendono una rapida risoluzione sia per i programmi che nella loro intensità(Corsi, seminari, convegni) e lungimiranza (ad esempio nella attenzione alla formazione di una nuova quanto necessaria generazione di Accompagnatori) esprimono una forte motivazione. Certo, nella bella sincerità e passione, nello spirito di appartenenza chepermea la sala convegni, ancora da limare è forse il leggero dislivello che si avverte tra la consapevolezza a trecentosessanta gradi dell'organo centrale, rispetto ad esempio alla puntualità di lettura dello status quo, e i differenti livelli degli OTTO, forse ancora troppo presi dalle svariate ed impegnative contingenze ed emergenze. Oseremmo dire tra il centro e la periferia nella prospettiva di evoluzione e sviluppo. Ma questo è uno scarto che può essere superato elevando la puntualità del livello relazionale tra organo centrale e organi territoriali, anche tra loro oltre che con la CCE.

Così, al termine dell'incontro questo è ciò che si rivela, come motivo intrinseco opportunamente pensato e che ha certamente aperto una nuova pagina per l'escursionismo e per il suo futuro. E siamo sicuri che se il tempo ce lo avesse concesso stutti arebbero rimasti a dialogare con grande generosità e serenità ancora per ore, perché è tanto il bisogno di conoscersi e muovere con unitarietà sulla strada del rinnovamento. Ed è un segnale importante, un segno di passione e di appartenenza per costruiree l'escursionismo del futuro.

Claudio Di Scanno

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