Lino D'Angelo, alpinista, guida alpina, socio emerito del Cai e non solo… anche i camosci lo ringraziano. Il Gran Sasso ha perso il suo "aquilotto".

Lino D'Angelo ha amato ed è stato altrettanto ricambiato dal Gran Sasso d'Italia, dalle sue pareti e dal paese di Pietracamela. Nato il 3 gennaio 1921 ci ha lasciati il 21 marzo 2016. Ho avuto il privilegio di vederlo in circostanze diverse sfiorare sempre trepido le rocce del Corno Piccolo o camminare leggero sul Ghiacciaio del Calderone. Di Lino conosciamo bene la prolungata e feconda storia alpinistica legata a quella degli "aquilotti del gran sasso" di Sivitilli (lui si definiva della 2^ covata insieme a Clorindo Narducci), con le vie percorse che ci racconteranno sempre di lui e dei suoi compagni di scalata. 

Una presenza costante in montagna diventata un influente simbolo dell’alpinismo italiano e memoria delle genti del Gran Sasso. E per questo rievoco il suo felice incontro a Prati di Tivo con l'allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, attratto dai "cimeli" alpinistici di Lino e da lui affabilmente mostrati. Era il 5 luglio 2002 Anno Internazionale delle Montagne, celebrato ai piedi del Corno Piccolo, con il Parco di Walter Mazzitti, il Cai Nazionale di Gabriele Bianchi e Roberto De Martin e la presenza di Lino Lacedelli e Achille Compagnoni. Un significativo riconoscimento all'alpinismo internazionale e nazionale, con Lino D'Angelo a rappresentare il valore storico d'Appennino.

 

Un'avventura, quella di Lino per il Gran Sasso e il paese di Pietracamela, condivisa in molte iniziative con il Club Alpino Italiano e il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Nel 2005 ha collaborato all'allestimento del Museo dell'Alpinismo a Pietracamela, inaugurato il 31 agosto. In quella circostanza l'aquilotto Lino ha donato al Museo la sua preziosa attrezzatura utilizzata in 60 anni di attività e conservata gelosamente. Un anno dopo a Prati di Tivo, il 9 luglio fu inaugurata la Foresteria degli Aquilotti, per illustrare aspetti della storia alpinistica, culturale e naturalistica delle montagne care a Lino, raccontate con gigantografie e materiali vari.

Lino ha seguito anche le fasi istitutive della Riserva Naturale Comunale Corno Grande di Pietracamela del 1 marzo 1991 che con i suoi 2200 ha dato il via al Progetto di reintroduzione del Camoscio d'Abruzzo sul Gran Sasso voluto dal Club Alpino Italiano insieme all'allora Parco Nazionale d'Abruzzo. La successiva realizzazione a Pietracamela dell'Area Faunistica del Camoscio ha accresciuto il potenziale di Lino che da subito è diventato il "custode" dei camosci reintrodotti.

Era lui che li accudiva, li sorvegliava, se ne prendeva pienamente cura. Ed è così che il primo camoscetto nato venne chiamato "Lino", come è riportato nella Mostra sulla reintroduzione del Camoscio sul Gran Sasso d'Italia, edita dal Cai di Teramo.

 

Lino "educatore" sapeva come comunicare e avvicinare i giovani, incontrati nelle numerose iniziative di Educazione promosse dal Centro di Educazione Ambientale "gli aquilotti" del Cai Abruzzo, nato a Pietracamela e ospitato nella sede del Museo. La più gettonata era l'escursione da Pietracamela, con la sosta nella "storica" parete di roccia, l'incontro con i "camosci", per proseguire fino a Prati di Tivo, con le montagne efficacemente descritte con aneddoti e vicende, come quello della sua prima salita al Corno Piccolo all'età di 15 anni. Lino era un affabulatore e con il suo parlare diretto, la mimica e il brillio degli occhi riusciva ad accendere interesse e curiosità. Costante il riferimento alla sicurezza, sempre cercata e trovata dagli "aquilotti" che non sono mai incorsi in incidenti gravi.

Con Lino l'alpinismo da conquista è diventato conoscenza e solidarietà, frutto dell'incontro tra paesaggio, natura e cultura. Giornate particolari furono quelle per l'aggiornamento del libro degli "aquilotti del gran sasso" edito nel 2005 dal Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e dal Club Alpino d'Abruzzo. La sua casa di Pietracamela trasformata in pensatoio e la tipografia, dove con cura ha seguito le fasi di impaginazione, aspettando con ansia la stampa finale.

 

Lino "maestro" si ritrova anche nelle vie di arrampicata condivise con Enrico De Luca, Dario Nibid e Diego D'Angelo, altri aquilotti di Pietracamela (della 3^ covata).

 

Lino come "uomo di montagna" nei tanti incontri avuti con gli alpini durante le Feste dell'Alpino sulla neve per presentare a tutti il valore delle "terre alte" a iniziare dal Convegno CAI-ANA "insieme per la montagna" del 28 settembre 2002. Ricordiamo le serate alla sezione Cai di Castelli dove amava raccontare l'avventurosa salita invernale alla Parete Nord del Camicia del 1967.

Nominato socio onorario del Club Alpino Italiano per la sua attività alpinistica è stato festeggiato nel 2009 dalla Sottosezione di Pietracamela, la Sezione di Isola del Gran Sasso del Cai e tutta la cittadinanza di Pietracamela.

Un personaggio complesso mai fermo e che si è sempre messo in gioco, continuando nella sua ascesa, animato dal desiderio di esplorare, con l'ultimo impegno editoriale che ci racconta di lui sulle «alte vie», ripercorrendo le vette scalate in oltre sessant’anni di alpinismo.  

 

E' stato continuamente un protagonista, reagendo al crescendo degli anni, aggiornandosi e partecipando all'evoluzione dell'alpinismo, continuando sempre a frequentare i sentieri del Gran Sasso. Critico sul futuro di Pietracamela (sempre più isolata) e prodigo di insegnamenti in ogni circostanza è un esempio di passione e tenacia dedicata ai monti del Gran Sasso, con lucidità e ottimismo sino alla fine.

Ora la sua storia deve continuare: a Pietracamela, a Prati di Tivo, sul Gran Sasso i in tutte le Sezioni Cai. Il Parco ha in consegna la sua attrezzatura utilizzata in 60 anni di attività: ne potrà fare buon uso riorganizzando il Museo dell'Alpinismo e la Foresteria. Un impegno per avvicinare giovani e famiglie all'alpinismo e all'escursionismo naturalistico e culturale, per la valorizzazione delle "terre alte", della Strada Maestra del Parco da Teramo all'Aquila, con le città unite dalle vette, i paesi ricchi di tradizioni e racconti che costellano le pendici della montagna e i camosci che agili compiono le loro acrobazie sulle ripide pareti

Filippo Di Donato

Presidente Cctam del Cai   www.cai-tam.it

 

f.didonato@caiabruzzo.it   3397459870

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Commenti: 2
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